Acqua non pagata tra il 1981 e il 2004. La Regione chiede 3 milioni al Comune

Una “spada di Damocle” da tre milioni pende sul bilancio del Comune di Guardavalle. Nei giorni scorsi, la Regione Calabria ha notificato un’ingiunzione di pagamento all’ente, con un decreto del 19 dicembre scorso. Al Comune è stato chiesto il pagamento di tre milioni e 30mila euro, comprensiva della sanzione amministrativa e degli interessi legali, per la somministrazione di acqua per uso idropotabile per il periodo compreso fra il 1981 e il 2004. Una cifra esorbitante che, se corrisposta per intero alla Regione, andrebbe ad incidere significativamente sul bilancio del Comune che fra l’altro già diversi anni fa ha fatto ricorso alla procedura di riequilibrio, annullando una precedente delibera con cui la precedente gestione aveva dichiarato il dissesto finanziario dell’ente. Una somma a più zeri che, però, l’amministrazione comunale intende contestare, dopo aver sentito il parere del responsabile del servizio. Pertanto, la giunta, con in testa il sindaco Pino Ussia, ha ritenuto che vi fossero le condizioni per intraprendere delle azioni legali nei confronti della Regione, a tutela degli interessi del Comune di Guardavalle, nel tentativo evidentemente di ottenere un riaccertamento della somma da corrispondere. Il responsabile del servizio delle aree finanziaria e amministrativa ha, quindi, proceduto, su input dell’amministrazione, all’affidamento dell’incarico a un legale di fiducia l’avvocato Domenico Valenti, per l’importo di 3mila. Guardavalle, del resto, non è certamente l’unico Comune con cui la Regione batte cassa da tempo per il recupero dei crediti per la fornitura idropotabile. I debiti maturati negli anni pregressi dai Comuni nei confronti della Regione sono, tra l’altro, stati al centro dei rilievi che la Corte dei Conti ha mosso qualche mese fa al bilancio della stessa Regione. I tre milioni dovuti dal Comune di Guardavalle sono, infatti, solo una piccola parte della somma totale che la Regione Calabria avanzerebbe dagli enti locali. Nei mesi scorsi, infatti, l’ex governatore Oliverio aveva dichiarato “guerra” ai Comuni morosi, predisponendo una task force per il recupero di crediti residui per oltre 300 milioni di euro. Residui che, però, non sarebbero di sicura esigibilità, tutt’altro. Lo stesso contenzioso avviato dal Comune di Guardavalle (che non è l’unico ente ad aver scelto questa strada) ne è una prova. Una situazione che certifica una condizione di affanno per la Regione che prova a recuperare i crediti dai Comuni che, a loro volta, nella maggior parte dei casi si trovano a fare i conti con bilanci sempre più asfittici, con ristretti margini di manovra, soprattutto dopo l’introduzione di criteri più stringenti e realistici nella stesura dei documenti contabili. Del resto la difficoltà degli uffici regionali a riscuotere il dovuto, fanno il paio con quelle che incontrano gli enti locali nel recuperare le somme da parte dei contribuenti, in un circolo vizioso che affossa i conti pubblici.

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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