Apre la porta di casa e si imbatte in due cinghiali

L’emergenza cinghiali nel Basso jonio soveratese non dà tregua. Si registrano quotidianamente avvistamenti di ungulati, specie in branco, e c’è molta preoccupazione per i danni che questi animali stanno provocando all’agricoltura. per non parlare delle questioni igienico-sanitarie, del pericolo per l’incolumità pubblica e sulle strade. Sarà sufficiente l’apertura della caccia a distruggere i cinghiali che da mesi continuano le loro scorribande sul territorio? Tra la gente c’è paura, la sera non è possibile fare una passeggiata, con il rischio di incontrare vicino casa gruppi di cinghiali in cerca di cibo. «L’altra mattina – precisa una professoressa di Badolato – stavo per uscire di casa per andare a scuola quando dietro l’uscio c’erano due cinghiali; ho fatto appena in tempo a chiudere la porta prima di essere aggredita. Successivamente per la paura mi sono sentita male. Inoltre di giorno circolano liberamente sulla strada, e diventano un pericolo per i bambini». Un agricoltore lamenta i danni subiti nel suo vigneto. «Le nostre attività agricole, i nostri sacrifici – afferma – vanno in fumo; i cinghiali scavando distruggono tutto quello che trovano. Da anni abbiamo segnalato questo grave problema ma non c’è stato nessuno intervento da parte delle varie autorità. Inoltre i danni provocati non vengono riconosciuti». Da segnalare, inoltre, i numerosi incidenti stradali provocati dalla presenza di cinghiali sulle strade provinciali e sulla statale 106. Mesi addietro per affrontare il “caso cinghiali”, presso l’Unione dei Comuni del Versante Jonio di Isca si è tenuto un convegno organizzato dal pre-sidente Luigi Aloisio, con la presenza dei sindaci e di esperti, per fare il punto della situazione ed individuare le strategie per bloccare l’invasione dei cinghiali. Dal dibattito era emersa la volontà di adottare un progetto già sperimentato nelle serre calabresi, coinvolgendo la Regione Calabria, ma tutto è caduto nel dimenticatoio. Giorni ad-dietro il “caso cinghiali” è stato affrontato in un convegno che si è svolto a Petrezzi, che ha visto la presenza di esponenti del “Comitato regionale contenimento cinghiali e difesa del territorio”, sindaci, amministratori, dirigente reparto agricoltura della Regione Calabria numerosi rappresentanti di associazioni. Dal dibattito, sono emerse proposte e suggerimenti per arginare e bloccare l’invasione dei cinghiali che sono diventati un pericolo gravissimo per le popolazioni e le culture. Si auspica che questo secondo incontro abbia potuto dare un input per trovare una soluzione a questa enorme problematica.

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Franco Laganà

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