“Borgo in Opera” La Cavalleria Rusticana incanta il pubblico

Il confine tra realtà e teatro si è assottigliato fino quasi a scomparire in occasione di una inattesa e sorprendente esecuzione della Cavalleria Rusticana di Mascagni nel borgo antico di Guardavalle Superiore. La piazza adiacente al lungofiume, su cui affaccia il settecentesco palazzo Spedalieri, attendeva solo l’intuizione del direttore artistico Francesco Menniti e del light designer Nicola Procopio, supportati dalla regia sapiente di Sofia Lavinia Amisich, per rivelare la sua vocazione nascosta di palcoscenico. Un palcoscenico naturale che sfida per bellezza e funzionalità le grandi scenografie teatrali. Nella conferenza stampa successiva all’evento, il Direttore artistico Francesco Menniti ha espresso la sua soddisfazione per il successo della “Cavalleria Rusticana. «Per questo spettacolo – ha precisato con orgoglio Menniti con grande coerenza rispetto al progetto di valorizzazione del territorio, si è puntato su un cast d’eccellenza tutto calabrese. Sotto la bacchetta limpida, incisiva ed efficace di Vito Cristofaro, giovane direttore dalla brillante carriera, hanno dato voce ai protagonisti Eleonora Pisano, Santuzza intensa dalla voce duttile e ricca di sfumature, e Romolo Tisano, Turiddu veemente e brillante tanto nella pasta della voce quanto nel personaggio, affiancati dall’elegante Alfio di Raffaele Facciolà, dalla sensuale Lola di Caterina Riotto e dalla Mamma Lucia sicura e brunita di Gabriella Grassi. Eccellenti l’orchestra del Teatro Comunale “F. Cilea” di Reggio Calabria e il Coro Lirico ‘T. Cilea” diretto dal Maestro Bruno Tirotta. Il progetto “Borgo in Opera” è riuscito dunque con pieno successo nel lodevole intento di rivalorizzare un territorio dalle grandi potenzialità, avvicinando al tempo stesso il grande repertorio lirico al pubblico». Emblematica su tutte, per intensità e fascino, la scena della processione. Sulle note del mistico “Regina coeli” di Mascagni un corteo scende l’imponente scalinata che domina il centro esatto della scena: nel buio sfilano i fedeli con le lanterne e i paramenti sacri, arrivano in fondo al palco e tornano indietro, a suggerire un percorso che si snoda trai vicoli di tutto il borgo: un colpo d’occhio magico. Ma la vera magia è che quei fedeli sono i “guardavajoti” stessi, che per una sera mettono in scena da comparse la tradizione reale del loro paese, anche i costumi, i paramenti e gli oggetti sacri sono quelli della comunità religiosa, mentre i bambini che giocano ai lati del palcoscenico sono la fusione perfetta di gioco e teatro. «Una magia resa
possibile – hanno precisato gli artisti – voluta fortemente dal sindaco Giuseppe Ussia e dall’amministrazione comunale di Guardavalle, di cui Menniti è presidente del Consiglio, dalla Regione Calabria e soprattutto dalla partecipazione in massa della comunità, che ha aderito con tale convinzione all’evento da superare ogni aspettativa: oltre milleduecento spettatori, fino ad arrivare ai posti in piedi». La regia di Sofia Lavinia Amisich è riuscita a fondere tutti gli elementi a disposizione con rispetto e maestria, mettendo i cantanti nella condizione di esprimere al massimo le loro doti sceniche.

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Franco Laganà

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