Commissione d’accesso: comunicato del sindaco Ussia

Il Prefetto di Catanzaro, con proprio atto del 24 settembre 2020, mi ha comunicato l’invio di una Commissione, con poteri di accesso e di accertamento, con il compito di espletare quanto necessario per verificare nel nostro Comune “la sussistenza di collegamenti e/o condizionamenti da parte della criminalità organizzata”. L’iniziativa trae origine dalla ormai nota vicenda, in campo nazionale e non solo, della statua di Sant’Agazio, nostro protettore, posizionata, a seguito di delibera del Consiglio comunale n. 62 del 30 novembre 2007, nella piazza antistante il palazzo comunale, previa richiesta di un gruppo di cittadini. La statua recava alla base data(anno 2007), nome del donatore (famiglia Gallace), nome del santo protettore (Sant’Agazio). 

Un fatto che risale a oltre dodici anni. 

A seguito di un servizio di Striscia la notizia del 16 dicembre 2019, la statua è stata rimossa il successivo 20 dicembre. L’iter dell’effige del Santo, qui sintetizzato, è stato comunicato, passo dopo passo, al Prefetto di Catanzaro, alle Forze dell’Ordine, alla stampa e alla popolazione tutta. 

Ora lo Stato decide di fare approfondimenti sugli atti del nostro Comune per valutarne la legittimità e la trasparenza. Voglio subito evidenziare che né io né gli amministratori che con me collaborano nella gestione della cosa pubblica abbiamo nulla in contrario ad una verifica che accerti se abbiamo lavorato nel rispetto della normativa vigente. Sottolineo, anzi, che è mio interesse e della collettività, che mi ha votato per due consiliature, fare chiarezza nei tempi stabiliti dall’atto prefettizio (tre mesi rinnovabili). Il nostro Comune è un palazzo di vetro, aperto a tutti, perché da sempre considerato espressione di un paese che nella prassi politica ha fatto storicamente della democrazia il suo faro, nonostante non siano mancati – e non manchino – momenti difficili e critici. 

Mi preme ribadire che io e l’Amministrazione da me guidata daremo la massima collaborazione affinché sia fatta piena luce su quello che nel documento prefettizio viene definito “un più articolato quadro indiziarlo di un condizionamento dell’Ente locale rispetto alle dinamiche delle locali consorterie ‘ndranghetiste” nonché per “approfondire ed estendere il quadro conoscitivo già disponibile”. 

A tale scopo tutti gli atti comunali sono a disposizione della Commissione. 

Per questi motivi voglio rassicurare tutti i cittadini che questa vicenda non costituirà un motivo di ritardo o di blocco delle attività politico-amministrative. Il lavoro continuerà come prima e più di prima, senza aspettare inerti il risultato delle indagini della Commissione: i problemi di Guardavalle sono tanti ed urgenti, soprattutto in questa critica fase di pandemia. 

Sono certo che anche questa è la volontà di tutto il Consiglio comunale al quale rivolgo l’invito alla massima unità e collaborazione, nell’interesse supremo della dignità e dell’immagine del nostro paese. La nostra azione amministrativa è stata sempre ispirata alla legalità, intesa come costruzione del bene comune, speranza per il futuro e giustizia, nonché alla cultura contro l’attacco della barbarie. 

La storia del nostro paese è fatta di lotte democratiche per la crescita e per l’emancipazione ed ha valorizzato costantemente le azioni dei nostri padri e dei nostri nonni che hanno costruito un paese laborioso, ospitale, aperto al nuovo. È questa la storia che mi permetto di indicare a tutti di portare avanti. Ciò non significa che manchino problemi di tenuta democratica, di preoccupanti segnali di devianza e di allontanamento dalla legalità, motivo per cui bisogna sempre lavorare con sempre maggiore incisività. Auguro alla Commissione buon lavoro, nella certezza che tutto sarà chiarito e nella speranza di assicurare serenità al nostro paese.

Guardavalle, 28 settembre 2020

Il Sindaco Giuseppe Ussia

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