Comune sotto la lente dell’Antimafia. Il sindaco: collaboreremo con serenità

«Siamo molto tranquilli e accettiamo di buon grado l’arrivo della commissione d’accesso». È quanto dichiarato dal sindaco Pino Ussia. all’indomani dell’invio da parte della prefetta di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta di una commissione d’accesso che nell’arco di tre mesi, rinnovabili per ulteriori tre mesi, dovrà verificare l’eventuale infiltrazione o condizionamento della criminalità organizzata nell’amministrazione com-nale. «L’installazione della statua – ha detto il primo cittadino -non è un episodio recente, avvenuto durante il mio mandato, ma risale a 12 anni fa. Nulla a che vedere, quindi, con la mia gestione. Con una delibera di consiglio comunale. tra l’altro, abbiamo subito provveduto a rimuoverla, perciò siamo sereni e pronti ad offrire la nostra collaborazione alla commissione d’accesso appena insediata. Siamo solo un po’ sorpresi – ha aggiunto Ussia – per una decisione che arriva a distanza di nove mesi da quando è esploso mediaticamente il caso dell’effigie del santo patrono». Nel dicembre scorso, com’è noto, un servizio di Vittorio Brumotti, andato in onda per “Striscia la notizia”, portò alla ribalta nazionale la statua che 12 anni prima era stata installata davanti al municipio. L’effigie che raffigurava il santo patrono di Guardavalle, Sant’Agazio martire, era stata donata dalla famiglia Gallace, come riportava anche l’incisione posta ai piedi del santo, riconducibile all’omonima cosca locale. La presenza della statua e le affermazioni fuori onda del sindaco accesero i fari stilla cittadina ionica e su una possibile ingerenza della criminalità organizzata nella vita politico-amministrativa del Comune. In un consiglio comunale straordinario il sindaco ricapitolò l’intera vicenda legata alla statua a partire dalla richiesta di installazione da parte di un gruppo di cittadini,
attraverso una raccolta di firme, leggendo all’aula anche la lettera inviata dal donatore della statua, con cui lo stesso spiegava che si trattava di un ex voto. Qualche tempo dopo la rimozione dell’effigie, in una lettera indirizzata sia al sindaco che al comandante della Stazione dei carabinieri di Guardavalle, la famiglia Gallace di Guardavalle dichiarò di non essere neppure a conoscenza di quella incisione e che quella donazione era avvenuta per motivi personali da parte di un loro lontano parente residente nel Lazio e incensurato. Nella lettera i firmatari parlarono anche di strumentalizza-zione e di polverone mediatico. Poi, dopo le settimane di fuoco seguite alla messa in onda del servizio, sulla vicenda calò il silenzio: oggi, l’invio della commissione d’accesso riapre il capitolo. Il vice-prefetto Luigi Guerrieri, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Soverato Luigi Cipriano e il capitano della Guardia di Finanza Gasparino La Rosa avranno il compito di passare al setaccio gli atti dell’ente, con la possibilità di avvalersi anche dell’eventuale collaborazione di altro personale delle forze di Polizia territoriali e di altri uffici pubblici dello Stato.

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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