Con il virus aumenta l’uso delle lavastoviglie, stabili le lavatrici

Boom di utilizzo delle lavastoviglie (+24%), lieve flessione nell’utilizzo delle lavatrici (-1%), aumento dell’utilizzo dei programmi a vapore (+8%) e cambio degli orari della giornata per i lavaggi, con una tendenza a concentrare le abitudini di utilizzo nelle ore mattutine: queste le principali evidenze che emergono dallo studio effettuato da Haier Europe sul comportamento dei consumatori europei nell’utilizzo degli elettrodomestici durante l’emergenza Coronavirus, e in particolare da prima a dopo il lockdown.

Lo studio si basa sui dati raccolti e trasmessi dagli elettrodomestici connessi, in particolare su statistiche anonimizzate e aggregate rilevate su un campione di oltre 70.000 consumatori europei in possesso di lavatrici e lavastoviglie a marchio Candy e Hoover. Oggetto e focus dell’analisi sono stati i dati di utilizzo a partire da gennaio 2020, allo scopo di analizzare il comportamento dei consumatori in seguito all’intensificarsi dell’emergenza Covid-19,in particolare dall’inizio del periodo di lockdown (9 marzo in Italia, 17 marzo in Francia e 24 marzo in UK).

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Le principali tendenze fatte registrare sono un considerevole aumento nell’uso delle lavastoviglie, che fanno registrare dall’inizio del lockdown un incremento del 24% nella frequenza media di utilizzo dei programmi, e un lieve calo nell’utilizzo delle lavatrici, che dall’inizio del lockdown fanno registrare in media un calo del’1%. Il rallentamento delle lavatrici è stato più consistente nel Regno Unito (-6% dal 24 marzo), dove la frequenza media di utilizzo è più alta degli altri paesi (tra 8 e 9 bucati a settimana, contro i 6-7 della media europea).

Altro dato interessante è l’aumento della percentuale di programmi per i quali è stata selezionata l’opzione vapore (presumibilmente legata alle esigenze di sanitizzazione dei capi), che crescono dell’8% nelle settimane di lockdown, arrivando ad assestarsi oltre il 3% dei programmi totali.

L’altra tendenza principale osservata dallo studio è il cambiamento della ripartizione temporale: se la maggior parte dei consumatori tendeva a distribuire il bucato uniformemente tra le ore diurne, dall’inizio del lockdown si registrano picchi di utilizzo durante la mattina, mentre i giorni della settimana deputati al lavaggio rimangono sabato e domenica, dove si concentra il 34% dei bucati settimanali. Fa eccezione a questa tendenza il weekend pasquale, dove il picco dei lavaggi si è concentrato nel lunedi di Pasquetta invece che la domenica: i consumatori hanno mantenuto un comportamento da “ponte” più tipico delle fasi di normale mobilità.

Discorso diverso per le lavastoviglie, che dall’inizio del lockdown hanno visto un consistente incremento nell’utilizzo (+24%) causato dal maggiore consumo di pranzi in casa, come riflesso dai picchi di utilizzo riscontrabili nelle prime ore pomeridiane (dopo pranzo). Invariata invece la distribuzione d’uso tra i vari giorni della settimana, con i giorni infrasettimanali che fanno registrare una tendenza di utilizzo in tutto e per tutto simile a quella del weekend, sia prima che dopo il lockdown

Coronavirus: boom di utilizzo della lavastoviglie, stabili le lavatrici

L’Italia riveste particolare importanza nello studio non solo per l’ampia base di consumatori analizzata, ma anche perché è stato il primo Paese ad entrare in lockdown, e quindi quello dove si registrano le tendenze più consolidate. Nel periodo tra il 9 marzo (inizio del lockdown) e il 19 aprile il numero medio settimanale di bucati effettuati dai consumatori italiani è rimasto pressoché costante intorno ai 6,4 programmi settimanali (con punte al ribasso di 5,9 a fine marzo), mentre per le lavastoviglie si è passati da 5,1 programmi settimanali a una media di 6,6, ovvero +29% rispetto alle 6 settimane precedenti, e addirittura +36% rispetto allo stesso periodo nel 2019.

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