Dieci anni di danni economici per l’errore del Comune

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al sindaco, all’Ufficio tecnico e agli amministratori del Comune di Guardavalle.

Chi scrive è una mamma, moglie e soprattutto cittadina con un alto senso civico, che vive nel comune di Guardavalle. Egregi Sindaco, Amministratori e Responsabili dell’Ufficio Tecnico, come cittadina, facente parte di una società civile regolata su diritti e doveri, insieme alla mia famiglia chiediamo la “giustizia” che ci spetta di diritto. Chiedo delle risposte sul Vostro operato nei nostri confronti. Nel marzo 2005 chiediamo un certificato di destinazione urbanistica e ci viene rilasciato senza prescrizioni e vincoli, poi l’undici maggio del 2005 presentiamo all’ufficio tecnico un regolare progetto per la ristrutturazione e ammodernamento di un fabbricato rurale composto da due corpi di fabbrica, tutto regolare. Ci viene concesso il permesso di costruire il 12 luglio 2005 e iniziamo i lavori con la demolizione di uno dei corpi di fabbrica con ricostruzione in cemento armato e la ristrutturazione dell’altro corpo di fabbrica, meglio spiegato con gli elaborati grafici e fotografici. Per non aver potuto portare a termine i lavori iniziati nel 2005, presentiamo dopo qualche anno nel 2009 la richiesta per il rinnovo del permesso a costruire (n. 13/2005) per completare i lavori di tamponatura e ristrutturazione. L’ufficio tecnico non ci concede il rinnovo e né lo nega, però fa di più, ci notifica che l’immobile sul quale abbiamo investito tanto e che sarebbe dovuto diventare la nostra casa coniugale è situato in zona soggetta a vincolo Pai R4 (rischio inondazione) grosso particolare che nel marzo 2005, alla richiesta del certificato di destinazione urbanistica omette. Anzi l’ufficio tecnico fa ancora molto di più e, a firma del responsabile, ci indica che la via per completare i lavori è quella della Dia (denuncia di inizio attività) pur sapendo che nessun professionista avrebbe mai accettato l’incarico in quanto in contrasto con le prescrizioni vigenti secondo il Pai (piano stralcio per l’assetto idrogeologico) approvato con delibera di Consiglio regionale n. 115 del 28.12.2001, mediante il quale l’autorità di bacino Regionale della Calabria pianifica e programma le azioni e le norme d’uso finalizzate alla salvaguardia delle popolazioni, degli insediamenti, delle infrastrutture e del suolo. Riassumendo, oggi 2019 il nostro immobile è in stato di abbandono ormai dal 2009. Le domande sono: “Possibile che voi amministratori non avete ancora capito l’errore commesso? Non avete coscienza del danno economico causato con il rilascio illegittimo del certificato di destinazione urbanistico e l’illegittimo permesso a costruire? Nel 2009, anno in cui noi veniamo a conoscenza che il permesso edilizio rilasciato è illegittimo, perché nel territorio comunale vengono eseguiti interventi di ampliamenti, demolizioni con ricostruzione e movimento terra là dove c’è il vincolo R4 rischio frane e inondazione?
Mi chiedo se lor signori, amministratori, sono consapevoli della carica ricoperta e delle responsabilità che questo comporta, ossia la tutela dei cittadini, la salvaguardia del territorio, l’obbligo di controllo e di fare i sopralluoghi. Forse la difficoltà della lettura riguardanti le prescrizioni del Paiha portato voi amministratori e dipendenti dell’ufficio tecnico ad un’errata interpretazione. Invito lei Sindaco insieme, agli Amministratori e ufficio tecnico a dare una lettura oggettiva e realista, perché non possono pagare sempre i cittadini. Spero che quanto successo venga riconsiderato e valutato. In un paese dove si proclama tanto “la legge è uguale per tutti” che possa emergere la volontà di fare ammenda delle mancanze, delle dovute attenzioni del caso e soprattutto con coscienza restituire alla mia famiglia quanto in questi anni le è stato tolto ossia: la tranquillità, la possibilità di finire i lavori o di chiudere un capitolo che ha uno strascico da oltre 10 anni, di danni economici e soprattutto di sofferenza morale dovuto all’abuso di troppa superficialità e indifferenza nel continuare a sostenere una tesi assurda, per quanto offensiva, per la mia famiglia visto che si vuole continuare a trovare punti e virgole là dove non ce ne sono (basta ricordare che gli atti illegittimi, c.d.u. e permesso a costruire sono stati rilasciati dall’ufficio tecnico nel 2005 e i vincoli Pai sono in vigore dal 2002). Nell’attesa di un tempestivo impegno a chiarire e rispondere pubblicamente alle domande vi invio i più cordiali saluti.

Maria Piromalli – Fonte: Quotidiano del Sud, 21 febbraio 2019

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