Erosione costiera: la montagna ha partorito il topolino

La redazione riceve e pubblica dal Gruppo consigliare di opposizione Civiltà Politica

A distanza di oltre cinque mesi dalla violenta mareggiata che, nel novembre scorso, ha danneggiato la rete fognaria e distrutto alcune strutture fino alla scarpata del lungomare, nessuna iniziativa concreta è stata ancora adottata al fine di un intervento risolutivo. A seguito dell’incontro in tenutosi il 25 febbraio u.s., nel corso del quale si è parlato di sistemare la condotta fognaria con un intervento di “somma urgenza”, che per definizione non dovrebbe consentire alcun indugio, ad oggi nulla è stato fatto. Ed il Comune si trova con un finanziamento di appena € 70.000,00, assegnato, a dire il vero, al fine della sola messa in sicurezza della rete fognaria, largamente insufficiente per affrontare in toto il problema conseguente al fenomeno dell’erosione costiera. Non solo. Ma è di alcuni giorni fa anche la notizia, apparsa sulla Gazzetta del Sud del 21 marzo 2019, che mentre Comuni come Sant’Andrea dello Jonio ed altri partecipavano, già nel maggio 2018, alla Conferenza dei Servizi, convocata dalla Regione Calabria nell’ambito del Progetto di intervento per l’esecuzione delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale, nel corso della quale si sono visti definire ed approvare i relativi interventi, il nostro Comune non si è presentato, evidentemente sottovalutando il problema di arretramento della spiaggia già allora manifestatosi. Ed il timore è che il ritardo che, ad oggi, si sta accumulando finirà per condizionare anche il minimo intervento di messa in sicurezza della condotta fognaria. E’ nostra convinzione che di questo ritardo le responsabilità siano da addebitare all’insufficiente e poco determinata azione dell’Amministrazione Comunale. Così come da parte della Regione Calabria non c’è stata la necessaria solerzia, né il riconoscimento di un più adeguato finanziamento per affrontare il problema. Come gruppo consigliare di opposizione, nel corso di questi mesi, benchè nessuno ci abbia interpellato, abbiamo seguito la vicenda e, più volte, ci siamo riuniti alla presenza di tecnici esperti – di cui abbiamo sempre caldeggiato il necessario intervento, attesa la complessità del fenomeno – esprimendo il nostro pensiero, al fine di trovare una soluzione ottimale. Dobbiamo constatare, però, che ancora una volta ci troviamo di fronte ad una compagine amministrativa chiusa, non disponibile al dialogo ed al civile confronto; neanche su una questione così importante e complessa che non riguarda solo il Sindaco e la Giunta, ma l’intera comunità. Stando alle ultime affermazioni del Vicesindaco in seno al Consiglio Comunale, noi staremmo cercando di mettere il bastone tra le ruote, riunendoci più volte al solo scopo di trovare ostacoli per impedire la realizzazione dell’opera! Così come, egli ha persino affermato, qualora fossero stati Sindaco il cons. Purri o il cons. Tedesco, “chissà cosa avrebbero combinato…?!”, volendo insinuare chissachè. Rispetto a tali sgangherate e false dichiarazioni, abbiamo pensato di essere osservati, seguiti…addirittura spiati! Queste dichiarazioni del Vicesindaco, espresse in consiglio comunale, sono gravi, denigratorie e offensive nei riguardi dei consiglieri di opposizione. Creando così un clima di divisioni che non aiuta e, anzi, impedisce un sereno, civile e dignitoso confronto democratico. Ciononostante, continueremo a svolgere, con garbo ed educazione, il nostro ruolo di opposizione, denunciando ritardi, inefficienze e atteggiamenti fuori luogo, negativi per il bene del paese, che frequentemente appartengono a questa Amministrazione.

Guardavalle, 1 aprile 2019
Gruppo consigliare di opposizione Civiltà Politica

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