Erosione costiera: progetto di protezione del lungomare di Guardavalle

Si è svolta ieri, 23 febbraio 2019, presso la sala consiliare del Comune di Guardavalle, una partecipata assemblea nella quale si è discusso del problema relativo all’erosione costiera che nell’ultimo periodo sta interessando in modo preoccupante l’area prospiciente la via Lungomare della zona marina del Comune.

Su tale area, oltre ad esserci la presenza di numerose abitazioni, nel periodo estivo insistono attività commerciali in grado di animare in modo sostanziale l’intero abitato offrendo a residenti e turisti una valida alternativa alla migrazione verso comuni adiacenti; oltre a ciò, sulla stessa zona attenzionata è collocata la parte terminale della rete fognaria della località marina.

La continua attività erosiva è arrivata a ridurre l’area di spiaggia a circa 40 metri mettendo a serio rischio tale zona in occasione di eventi marini di forte intensità.

Per tale motivo, l’Amministrazione Comunale ha convocato un’assemblea pubblica per la discussione e la proposta di progetti intesi alla salvaguardia del tratto di lungomare.

Non si è trattato, se non marginalmente, in questa occasione della possibilità di “ricostruzione” della spiaggia; per tale situazione si è rimandato ad altri progetti già di interesse dell’Ente Regione.

L’Amministrazione ha illustrato, per tramite dell’Ing. Giuseppe Barbaro, professore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un progetto di salvaguardia che prevede l’installazione, per una lunghezza di 200 metri nella zona centrale del Lungomare, di una serie di massi che avranno la funzione, in occasione delle forti mareggiate, di contrastare la forza delle onde proteggendo, in tal modo, l’area. L’intervento interesserebbe la zona adiacente il marciapiede del Lungomare occupando solo i primi 4 metri di spiaggia.

Durante l’assemblea non sono emerse valide alternative alla proposta illustrata dall’Ing. Barbaro; si tratta di un intervento di somma urgenza per il quale l’Ente Comunale ha intenzione di procedere prima possibile visto l’approssimarsi della stazione estiva e l’evidente rischio.

L’opera discussa ha una doppia funzione: è considerata, per l’attuale necessità, un’opera “tampone” ma con la possibilità di essere riutilizzata in futuro per l’intervento a mare il quale, come detto in precedenza, avrà il preciso scopo della ricostruzione costiera con l’ovvio scarico di rischio nei confronti del Lungomare.

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