Il sindaco Ussia sotto assedio in aula. “Mai avuto contatti con la ‘ndrangheta”

Campagna: Comune pulito, aspettiamo con ansia il “verdetto”

Aveva già chiarito il suo punto di vista a mezzo stampa, subito dopo l’insediamento della commissione d’accesso nel Comune di Guardavalle inviata dalla Prefettura di Catanzaro, per accertare eventuali collegamenti o condizionamenti da parte della cosca dei Gallace, ma il sindaco Pino Ussia ha scelto la sede del consiglio comunale per riaffermare la sua posizione, anche alla luce delle diverse riflessioni espresse sia dalle forze politiche locali, che da parte dell’opposizione consiliare “Civiltà politica”. In entrambi i casi, era stata suggerita al primo cittadino l’opportunità di dimettersi dalla carica, per scongiurare il rischio di uno scioglimento del consiglio comunale, quale esito dei lavori della commissione d’accesso che, com’è ampiamente noto, è stata inviata a Guardavalle, dopo il servizio di “Striscia la notizia” sulla statua del santo patrono della cittadina, Sant’Agazio martire, donata nel 2007 dalla famiglia Gallace e posizionata davanti al municipio, per essere poi rimossa subito dopo la messa in onda del servizio, con una delibera di consiglio. Nessuna intenzione da parte di Ussia di gettare la spugna, ma, al contrario quella di riaffermare la sua volontà e quella di tutta l’amministrazione «di procedere senza tentennamenti e di contribuire – ha dichiarato in aula con la più sincera collaborazione con la commissione, a fare chiarezza. «Io mi aspetto un risultato onorevole per tutta Guardavalle, perché so di aver agito nel rispetto delle leggi, nell’osservanza delle regole e nella trasparenza. Gli atti del Comune – ha sottolineato ancora una volta – sono a disposizione totale della commissione. Né io, négli amministratori, né il consiglio comunale, abbiamo mai avuto, a quanto mi risulta, nulla da spartire con la criminalità organizzata. È doloroso vivere questi momenti in cui su di noi sembrano adombrarsi nubi e sospetti e quando si è sicuri di aver sempre vissuto nell’onestà e nella legalità. Per questo è mio interesse – ha ribadito Ussia – che si faccia luce su tutto, il prima possibile, poiché il solo dubbio che il nostro Comune possa aver avuto o abbia collegamenti con la criminalità organizzata o che sia stato da questa condizionato, fa male». Ussia ha, poi, richiamato tutti al senso di responsabilità, dichiarando di aspettarsi, al di là delle immancabili polemiche, un atteggiamento condiviso dai più e responsabile, poiché l’intera vicenda non riguarda solo il sindaco, ma il presente e il futuro di Guardavalle. A conclusione del discorso, il capogruppo di minoranza Antonio Tedesco ha dichiarato di confermare quanto già detto a mezzo stampa. In quanto, a suo dire, neppure nella circostanza del consiglio comunale il sindaco avrebbe fatto autocritica rispetto alla vicenda della statua e alle dichiarazioni rese nel servizio televisivo. A sostegno della posizione del sindaco, quella del consigliere di maggioranza Raffaele Campagna che ha, invece, definito lucida e chiara l’esposizione del sindaco, giudicando, invece, incomprensibile l’atteggiamento della minoranza. «Stiamo aspettando con ansia – ha detto – l’esito dei lavori della commissione, perché nessuno di noi può essere associato ad ambienti criminali».

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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