La commissione straordinaria si è insediata nel Palazzo municipale

La prefetta ha nominato ha nominato i funzionari Campini, Currà e Rotella

Si è ufficialmente insediata nel Comune di Guardavalle la commissione straordinaria che reggerà le sorti dell’ente per i prossimi diciotto mesi, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per ingerenze della criminalità organizzata. La prefetta di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta ha nominato quali commissari i funzionari Umberto Pio Antonio Campini, Manuela Currà e Gino Rotella ai quali è stata affidata la provvisoria gestione del Comune – al fine di prevenire situazioni – si legge nel provvedimento della Prefettura – che potrebbero ulteriormente compromettere la libertà di determinazione e il buon andamento o imparzialità dell’ente -. II commissariamento dell’ente segue, quindi, la decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere il consiglio comunale sulla base di quanto emerso dalle verifiche e dagli accertamenti effettuati dalla commissione d’accesso che per tre mesi. da settembre a dicembre dello scorso anno ha lavorato esaminando l’attività amministrativa dell’ente nei suoi vari aspetti nella quale evidentemente sono state riscontrate circostanze tali da determinare una proposta di scioglimento, poi accolta. Com’è ampiamente noto, a determinare l’arrivo della commissione d’accesso era stato il caso della statua di Sant’Agazio Martire patrono di Guardavalle donata dalla famiglia Gallace, e posizionata proprio davanti al municipio nel 2007. Fino al dicembre 2019 nessuno aveva fatto caso a quella statua, ai piedi della quale era stata posta una targa con su inciso proprio il nome della famiglia Gallate. Poi il servizio di “Striscia la notizia” ha sollevato il caso, catapultato mediaticamente a livello nazionale e finito pure in Parlamento. In quell’occasione, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri parlò di chiaro caso di ostentazione del potere ‘ndranghetistico nella forma di una devozione religiosa deviata nella simbologia e nelle ritualità. L’enorme clamore della vicenda, e le affermazioni dell’ex sindaco Pino Ussia registrate in un fuori onda, sfociarono nell’immediata rimozione della statua.. Con una delibera di consiglio comunale convocato in seduta straordinaria. durante il quale l’ormai ex sindaco ripercorse tutto l’iter di posizionamento dell’effigie davanti al palazzo comunale. Fu per l’intera comunità un periodo buio contrassegnato anche dalle minacce contro Ussia, apparse su un muro di contenimento nella frazione montana di Elce della Vecchia. Il commissariamento del Comune di Guardavalle è, dunque, solo l’ultimo caso, in ordine di tempo, di un lungo elenco di scioglimenti che riguardano i Comuni calabresi alcuni dei quali commissariati anche reiteratamente. Un segnale di debolezza delle istituzioni democratiche locali che. al netto di possibili collusioni e complicità a partire dal voto drogato, non sono capaci o non hanno gli strumenti per arginare l’influenza o l’inferenza delle consorterie locali che trovano facile permeabilità nelle amministrazioni locali, piegando l’azione amministrativa ai propri interessi economici.

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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