L’acqua di fonte è “proibita”

La testimonianza e la protesta dei fratelli Costa

Tante famiglie del Basso Jonio Soveratese stanno protestando contro la decisione di bloccare la distribuzione dell’acqua con l’autobotte. Il provvedimento fa riferimento al decreto che blocca le attività “non essenziali” e non ha risparmiato la distribuzione dell’acqua in autobotte. Abbiamo incontrato i fratelli Roberto e Domenico Costa, due giovani che da anni dissetano gli abitanti dei comuni che vanno da Guardavalle a Soverato, costretti loro malgrado a rimanere a casa. «La nostra attività – dichiara Roberto – è proprio un’attività particolare. Un’idea vincente realizzata 30 anni fa da mio padre, che successivamente io e mio fratello portiamo avanti con dedizione e convinzione». E prosegue: «Abbiamo permessi, controlli sanitari, analisi dell’acqua tutto in regola. Se fosse stata avviata di recente l’avremmo definita eco-sostenibile perché consente di limitare il consumo di plastica e perché il costo è veramente contenuto: 10 centesimi al litro. In più l’acqua proviene dalla fonte “Nivera” nel confinante territorio comunale di S. Caterina dello Jonico ed è fresca. Io e mio fratello, con le nostre due cisterne ci rechiamo tutte le mattine all’alba per poter rifornire nel corso della giornata gli utenti che sono tanti» La notizia della sospensione dell’attività ha suscitato domande e commenti. Sono state migliaia le telefonate dei nostri clienti». Spiega Roberto: «Ci sono state nuove restrizioni sulle attività che possono rimanere aperte in questa emergenza di coronavirus. La Guardia di Finanza ci ha comunicato che la nostra ditta non rientra nell’elenco delle attività che possono rimanere aperte. Siamo amareggiati e ci dispiace molto, ma facciamo un passo indietro anche noi per il bene di tutti, dicono che sono le settimane più delicate e c’è bisogno di massimo rigore. Abbiamo deciso quindi con rammarico di sospendere la consegna a domicilio dell’acqua “Nivera” fino allo scadere del decreto. Poi ci auguriamo che la situazione sia più tranquilla per poter essere di nuovo operativi e servire i nostri clienti» . Secondo Domenico questo provvedimento poteva essere evitato. «A distanza di settimane, ancora la situazione non si è sbloccata e i clienti continuano a domandare quando sarà ripristinato l’importante servizio, domanda questa che non ha una risposta, anche se era possibile un intervento dei sindaci verso la presidente della Regione per ripristinare la distribuzione dell’acqua, indispensabile alle famiglie». Molti ritengono il provvedimento molto restrittivo, anche perché l’acqua consegnata a domicilio avviene senza il contatto tra persone. Gli utenti lasciano bottiglie o contenitori davanti la porta di casa con le monete corrispondenti al costo della quantità desiderata anche perché gli orari variano. E sono tanti gli attestati di solidarietà pervenuti ai due fratelli Costa, come rimarca Roberto: «Gli anziani che vivono nel borgo hanno difficoltà a rifornirsi di acqua per cui hanno risentito molto della mancata distruzione». Conclude Domenico: «Ci siamo attivati per trovare soluzioni in grado di tutelare e garantire maggiore sicurezza sulla qualità del servizio. Speriamo che la nostra attività possa tornare presto operativa».

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Franco Laganà

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