L’opera lirica anima l’antico borgo. Un successo la “Cavalleria Rusticana”

L’amministrazione comunale centra il suo obbiettivo e vince la sua scommessa

Forti passioni e grandi sentimenti incastonati in un suggestivo scenario naturale. E poi la musica, le voci e i cori che hanno rotto il silenzio, portando armonia e pathos tra antichi vicoli. La messa in scena della “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni ha, di fatto, svelato la bellezza del borgo guardavallese. Ha così vinto la sua scommessa l’amministrazione comunale e in particolare il presidente del Consiglio, Francesco Menniti, in veste di direttore artistico, nel proposito di trasformare gli splendici scorci sul lungofiume del centro storico di Guardavalle nello scenario naturale per l’ambientazione dell’opera tratta da una novella di Giovanni Verga. La prima edizione di “Borgo in Opera”, in un rifiorire dell’interesse verso la grande tradizione operistica italiana, è stata un vero e proprio successo, con una notevole partecipazione di pubblico, anche superiore alle stesse aspettative degli organizzatori. L’opera che si snoda in un tempo di un’ora e quaranta minuti racconta una storia di tradimento, gelosia e morte, con tutta la carica passionale e tragica delle terre del Sud. In scena Eleonora Pisano, che veste i panni di Santuzza, tormentata dalla gelosia e ferita nell’onore, Caterina Riotto in quelli di Lola, che provoca la gelosia della protagonista e poi i personaggi maschili di Alfio e Turiddu, interpretati rispettivamente da Romolo Tisano e Raffaele Facciolà, che si sfidano nel duello finale che sarà fatale per Turiddu, e Gabriella Grassi in quelli di Lucia madre di Turiddu il quale, temendo di morire ucciso, le affida la moglie Santuzza. Di grande intensità emotiva l’interpretazione dei cantanti e l’esecuzione della partitura da parte dell’orchestra del teatro comunale di Reggio Calabria “F. Cilea”, magistralmente diretta dal maestro Vito Cristofaro, impeccabile la performance dell’omonimo coro diretto dal maestro Bruno Tirotta. In scena anche alcune comparse scelte fra gli stessi residenti. Una regia sobria, curata e attenta ai dettagli quella della giovane regista Sofia Lavinia Amisich. Una produzione che ha convinto il nutrito parterre di spettatori che, in piedi al termine della rappresentazione, ha applaudito convintamente artisti, regia e direzione musicale e artistica chiedendo il bis, concesso con l’esecuzione della preghiera.

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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