Monasterace | Rubate le reliquie di Sant’Andrea

La notizia, rimbalzata nella serata di domenica a Monasterace è di quelle gravi che lasciano sgomenti: è stata rubata una delle reliquie di Sant’Andra Avellino, patrono di Monasterace che ogni anno viene celebrato con due ricorrenze festose il 12 maggio e il 10 novembre. Il furto di cui ci si è accorti nella giornata di ieri sembra essere avvenuto nella serata di sabato, una serata in cui al borgo medievale c’era un bel movimento in quanto vi era stata la riapertura dei forni per le celebrazioni di San Nicola. Il reliquiario che conteneva un pezzo di fegato del santo potentino nativo di Castronovo è di fatto rimasto custodito nella teca di legno e non ha subito danni, tuttavia è sparita la parte più impor-tante la reliquia del Santo scomparso quasi cinquecent’anni fa nel 1521. Un Santo che è amato e venerato in diverse località fra cui appunto la cittadina ionica che lo celebra anche ogni tre anni con la ricorrenza del territorio di Sant’Andrea Avellino una processione che ha pochi eguali a livello nazionale. Il parroco di Monasterace Don. Alfredo Valenti durante l’omelia consueta della messa domenicale ha usato parole dure e di condanna per questo furto la cui gravità in effetti è inaudita anche se la reliquia non è l’unica del santo e vi sono altre più importanti. Durissimo l’intervento del primo cittadino di Monasterace Cesare Deleo che osserva: «Sono sgomento e sbigottito, il fatto è veramente sconvolgente e non ha precedenti nella nostra comunità. Mi chiedo, vista la devozione che i cittadini monasteracesi hanno verso il Santo chi possa essere stato a compiere un simile gesto. Mi rifiuto di credere che un cittadino di Monasterace si possa essere macchiato di una colpa simile». Il primo cittadino auspica indagini veloci e si ritiene convinto che il colpevole non sia un classico ladruncolo ma una persona che ha agito in preda a confusione e probabilmente affetto da qualche problema psichiatrico: «Auspico che vi siano indagini veloci e si individui il colpevole di questo gesto che è uno sfregio vero e proprio, che è stato fatto non per un ritorno economico. Sono convinto che il colpevole dell’ignobile gesto sia una persona che in qualche modo abbia delle problematiche psichiatriche». A questo punto ci si chiede quale il fine di questo furto? Avessero rubato il reliquario si poteva pensare al movente economico ma non è così e oltretutto vi erano anche reliquie più importanti, probabilmente qualcuno affetto da manie di grandezza o anche qualche cultore di messe sataniche? Ipotesi solo ipotesi, non resta che sperare che la giustizia faccia il suo corso e non si perda una reliquia di basilare importanza. I Carabinieri comunque hanno già avviato le indagini del caso.

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Vincenzo Raco

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