Una finestra sulla Giordania. La lezione di una volontaria

Se la pandemia da covid-19 ha completamente trasformato il modo di vivere dell’uomo, costringendolo a rinunciare a quanto più di naturale esista, come una semplice stretta di mano, gli ha insegnato, anche, che tutte le distanze possono, e devono, essere colmate. Messaggio, questo, recepito in pieno dal dirigente dell’IC “Aldo Moro” di Guardavalle, Valerio Mazza, promotore dell’iniziativa “A lezione con l’esperto”. Grazie al sostegno di un team di docenti, suoi collaboratori, è stata organizzata una fitta serie di incontri con esperti che terranno impegnati gli studenti sino al mese di maggio dell’anno prossimo, utilizzando la piattaforma “G Suite for Education”. «”A lezione con l’esperto” – ha spiegati dirigente – è un progetto multidisciplinare che offre ai ragazzi la possibilità di entrare in contatto con tematiche culturali che vanno oltre i contenuti disciplinari e li completano, grazie alle possibilità offerte dal mondo del web». Le parole del dirigente hanno declinato, in modo lineare «la possibilità, per gli alunni, di approcciarsi a vari argomenti presentati da esperti che favoriranno momenti di riflessione e condivisione, a beneficio della loro crescita e formazione per il pieno raggiungimento di una cittadinanza attiva, consapevole e responsabile». Il primo incontro è già andato in scena, quello che ha visto come protagonista Fausta Genovese, giovane volontaria di Avsi in Giordania. «Sono cresciuta al sole della Calabria – dice di sé – con occhi e cuore vagabondi sempre pronti a scoprire nuove terre e culture». Dopo gli studi condotti tra Italia e Inghilterra, inizia a collaborare con un’organizzazione non governativa che la porta a viaggiare ancora. «Negli ultimi anni – ha spiegato – ho avuto la possibilità di lavorare in Uganda, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Libano e, attualmente, Giordania». Lungo e intenso il racconto della volontaria, che, per prime, ha lasciato fluire le emozioni scaturite dal distacco dalla famiglia, dalla quale, ancora oggi, si trova ad enorme distanza. Tanta, quindi, la passione che la spinge a portare avanti la sua missione, riscaldata dal calore dei sorrisi di tutti quei bambini e ragazzi che aiuta ogni giorno. Tantissimi gli interventi degli studenti, incuriositi dagli alimenti più usati nella cucina mediorientale, dal clima, sino a toccare temi più impegnati, quali la condizione della donna e l’inclusione degli alunni disabili all’interno delle classi. Una scuola che non molla è quella che vuole costruire il dirigente Valerio Mazza, capace di interpretare un nuovo modo di fare lezione, che sfida il tempo e il luogo, per ritrovarsi, tutti, legati dal potere della condivisione.

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Floriana Ciccaglioni

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